La Chiesa Parrocchiale
La Chiesa Parrocchiale di Corno Giovine è dedicata al Vescovo martire S. Biagio,
come riporta la scritta marmorea collocata alla sommità del portone centrale esterno,
restaurato nel 1992 dallo scultore Mauro Ceglie.
Al suo interno, nella grande abside dietro all'altare, una grande nicchia ospita il simulacro del Santo Patrono
mentre guarisce un bambino per aver ingoiato una lisca di pesce.
La comunità di Corno Giovine festeggia solennemente questo santo con la celebrazione della s. messa e l'offerta
del dono dei ceri da parte dell'amministrazione comunale ogni anno il 3 febbraio.
Nel palazzo comunale poi viene conferita la civica benemerenza e vengono premiati i migliori alunni della scuola media.
Dal sagrato della chiesa, situata nel centro del paese, appare in tutta la sua grandiosità la Settecentesca facciata
che risale al 1764 e ampliata nel 1902; spostandoci invece sul lato sinistro del sagrato, si erge come una montagna
il campanile, opera della prima metà dell'ottocento, la cui sommità raggiunge i 46 metri, il più alto della bassa lodigiana,
con un concerto di otto campane.
L'interno della Chiesa si presenta in stile rinascimento-barocco, dando a tutto l'insieme uno splendore che viene
esaltato nei momenti in cui le ricorrenze religiose sono le solennità del calendario liturgico:
S. Natale, Pasqua, Corpus Domini, Patrono, momenti in cui la Chiesa viene addobbata con paramenti preziosi in broccato
di seta rosso, bianco e oro, che, insieme al grande lampadario in ferro battuto dorato, fanno di questo luogo di culto
una cattedrale del settecento di rara bellezza.
La Chiesa è stata fondata nel 1512, si presume sui resti di una precedente cappella, ed è stata consacrata l'11 febbraio
del 1537.
Già alla fine del '500 si rendeva necessario un primo ampliamento a causa dell'elevato numero di fedeli,
dotandola di cappelle laterali.
Purtroppo di questo periodo si è conservato solo il fonte battesimale (opera cinquecentesca),attualmente collocato nella
cappella del Battistero, che riporta lo stemma della comunità: il corno da caccia.
Ma è solo a partire dal 1700 che la Parrocchia si arricchisce di statue, quadri e confessionali, l'altare maggiore viene
sormontato da un tabernacolo alla cui sommità trova posto un baldacchino di legno intagliato addobbato da festoni di seta,
mentre a partire dal 1764 si provvide ad allungare la Chiesa, in quanto era ormai insufficiente ad accogliere la popolazione
del tempo.
Venne così istituita una fabbrica guidata dal capomastro Morigia, che provvide all'allungamento del complesso ecclesiastico
di due campate con 4 nuove cappelle, altari laterali e, inoltre, della facciata.
La chiesa venne dotata di un nuovo campanile con 6 campane.
Le attuali forme dell'edificio risalgono all'inizio del XX secolo, quando si rese necessario provvedere ad un ulteriore
ampliamento con le due navate laterali per contenere l'elevato numero di fedeli (circa 3.000).
Dopo questo ampliamento era necessario migliorare la sua decorazione: fu così che il parroco di allora, Mons. Angelo Lazzarini,
incaricò il pittore Mario Albertella di stendere un progetto; ottenute le dovute approvazioni diede inizio ai lavori:
prima l'altare, poi la navata centrale con i 5 grandi medaglioni in cui sono dipinti:
la resurrezione dei morti, la benedizione di un santo vescovo, il figliol prodigo, S. Michele che sconfigge il diavolo e
Gesù con la samaritana al pozzo.
Proseguì poi con le navate laterali con complessivamente 10 medaglioni, le lesene, i capitelli, i fregi e per ultimo le vetrate.
Inoltre in ogni cappella laterale venne collocata una statua: la Madonna del Rosario, la Madonna Addolorata, S. Tarcisio,
S. Giovanni Battista e, per ultimo, la statua di S. Michele.
Gli ultimi restauri operati dal compianto Mons. Lazzarini furono: la ripresa delle decorazioni (1922),
operata dal pittore Ugoni, allievo dell'Albertella e la realizzazione di una parte del pavimento (1948).
Nel catino absidale si notano tre figure che rappresentano la fede, la speranza e la carità con al centro la Crocifissione
con un prezioso Crocifisso ligneo del settecento.
Alla sinistra del Patrono un affresco con S. Biagio eremita mentre alla destra un affresco con il martirio di S. Biagio.
Nella volta a crociera del presbiterio sono affrescati i 4 Evangelisti.
Sulle cantorie tele monocrome opera dell'Albertella.
Risalgono al 1784 le 14 tele che raffigurano la Via Crucis, mentre apprezzabili sono le 15 tele collocate nella cappella
della Madonna del Rosario che raffigurano i 15 misteri del S. Rosario.
Il pregiato Organo, opera dei Fratelli Anelli di Codogno, risale alla seconda metà dell'ottocento.
All'inizio degli anni '90 del XX secolo, l'attuale Parroco Don Giancarlo Borromeo intraprese la colossale opera di restauro
esterno ed interno della Chiesa.
Un lifting che durò diversi anni, ma che ha riportato al suo antico splendore la Chiesa Parrocchiale di S. Biagio in
Corno Giovine. Nel nuovo millennio fu effettuato anche il restauro esterno del campanile.
